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	<title>Commenti a: Malattia da intossicazione cronica e/o ambientale</title>
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		<title>Di: maria butera</title>
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		<dc:creator>maria butera</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 06:35:47 +0000</pubDate>
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		<title>Di: maria butera</title>
		<link>http://www.soslinfedema.it/malattia-da-intossicazione-cronica-eo-ambientale/comment-page-1#comment-465</link>
		<dc:creator>maria butera</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 06:22:36 +0000</pubDate>
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		<description>sto vivendo tutto questo sulla mia pelle, e quando leggo come vanno le cose,riguardo a mcs,mi sento defraudata del mio diritto all esistenza,come donna,madre e lavoratrice ha sempre creduto nella parola societa ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sto vivendo tutto questo sulla mia pelle, e quando leggo come vanno le cose,riguardo a mcs,mi sento defraudata del mio diritto all esistenza,come donna,madre e lavoratrice ha sempre creduto nella parola societa &#8230;</p>
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		<title>Di: Ufficio Stampa CNR-MCS</title>
		<link>http://www.soslinfedema.it/malattia-da-intossicazione-cronica-eo-ambientale/comment-page-1#comment-4</link>
		<dc:creator>Ufficio Stampa CNR-MCS</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 13:59:34 +0000</pubDate>
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		<description>Teniamo a precisare che la Campagna Nazionale Riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla (CNR-MCS) non ha nulla da condividere con la cosidetta associazione AMICA da fine 2004. Postiamo l&#039; ultimo aggiornamento sul tema MCS in Italia.
Altre informative alla sezione NOTIZIE del ns. sito http://www.cnr-mcs-it
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 CENTRI DIAGNOSI MCS IN ITALIA. AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 2008
La CNR-MCS (Campagna Nazionale Riconoscimento MCS) non è informata circa medici operanti in Italia che diagnosticano la MCS secondo l&#039; UNICO protocollo diagnostico validato e riconosciuto internazionalmente (Consenso Internazionale 1999). Lo stesso dicasi per la ME ovvero per il Consenso Canadese ME tradotto da alcuni del Forum CFSITALIA noti o per altre malattie ambientali sovrapponibili come EHS e GWS.
Quello che otterrete da Istituzioni pubbliche (e molti medici privati che &quot;hanno cambiato idea&quot; dall&#039; estate 2005) è una diagnosi, se va &quot;bene&quot;, di IEI (Intolleranza Idiopatica Ambientale). Leggete nel ns. sito alla sezione MCS per una comprensione del termine IEI
A livello terapeutico la situazione è identica e peggiore. Il &quot;nuovo&quot; che avanza in Italia dalla Università La Sapienza si chiama PNEI (una versione gentile e vendibile di psicosomatica) che non ha riscontro in NESSUNO altro Stato (a parte la Gran Bretagna) come appoggio esplicito delle istituzioni sanitarie.

COME SI E&#039; GIUNTI A QUESTA SITUAZIONE
Rammentiamo che per oltre dieci anni i centri diagnosi italiani adottarono il Consenso Internazionale 1999 quindi. Ci troviamo di fronte a una drammatica inversione di rotta verso un accoglimento delle tesi propugnate da BIG CHEM-PHARMA-TLC (Multinazionali Chimica, Farmaceutica, Telecomunicazioni), Assicurazioni, o centri di ricerca da loro appoggiati.
Per cui, con la scusa di “contenere” le spese sanitarie, invalidità, pensioni, gli Stati meno &quot;attenti&quot; ai diritti del cittadino scelgono la via psichiatrica insieme a quella psicosomatica ed eventualmente della PNEI (Psico-Neuro-Endocrinologia). E&#039; quanto si appresta a fare l&#039; Italia entro tempi molto stretti con la definizione IIAAC SCM (Intolleranza Idiopatica Ambientale verso le sostanze Chimiche) e che, comunque, per quanto riguarda la gestione psichiatrica delle malattie ambientali ciascun malato si è reso ben conto, almeno nella maggior parte dei casi a livello personale, accedendo in un ospedale italiano quale sia la realtà. Spesso i sanitari non lo dicono direttamente in faccia al paziente cosa pensano di questa malattia per non incorrere in questioni legali e di risarcimento danni, ma al contempo mettono in atto misure atte a scaricare il paziente ambientale o dal desistere a richiedere il rispetto dei diritti. In questa logica i medici non scrivono mai i codici ICD di segni, sintomi, disordini, malattie, sindromi. Questo è già di per sé è una mancanza grave contro la buona pratica medica e la rilevazione statistica. Ad esempio, sotto il termine “astenia” si possono interpretare liberamente almeno 15 codici dell&#039; ICD-WHO ((codifica internazionale delle malattie della WHO, Organizzazione Mondiale della Sanità, che raggruppa oltre 15.000 codici).

EPURAZIONE IN SALSA SOVIETICA
A cominciare dal 2002, ma in particolare tra il 2005 e il 2006, i medici, pubblici e privati, che si occupavano di MCS e altre patologie ambientali nel passato, sono stati &quot;&quot;ricollocati&quot; (es. da Allergologia a Cardiologia) oppure hanno &quot;cambiato idea&quot; (da eziologia immunologica e ambientale a IEI, idiopatica, di origine sconosciuta), o ridotti al silenzio. Ci vengono segnalati continuamente casi di intimidazione, isolamento, &quot;consigli&quot;, a medici, avvocati, famigliari o conoscenti che supportano con senso civico e del dovere i malati ambientali.
L&#039; informazione mediatica al 99%, quando se ne occupa, segue le solite parole d&#039; ordine di certi settori pubblici e non: &quot;non c&#039; è cura&quot;, &quot;bisogna studiare&quot;, &quot;bisogna fare uno studio epidemiologico&quot; (la MCS è diagnosticata nel mondo dal 1945, la EHS è riconosciuta in Svezia da anni, etc.), &quot;non si conosce l&#039; origine&quot; (845 studi...).

IL CANADA LA PENSA DIVERSAMENTE
Il Canada nel 2003 valutò in 15 miliardi di dollari il costo dei malati ambientali, ma dal 1985 cominciò a impegnarsi sulle malattie ambientali. Nei Rapporti CHRC 2007 pubblicati nella sezione didattica del ns. sito trovate l&#039; ultima posizione che in Ontario è stata messa in pratica ufficialmente da gennaio scorso con misure restrittive a tutela dei malati ambientali e PREVENZIONE di TUTTE LE MALATTIE CRONICO DEGENERATIVE, una per tutte, divieto di uso pesticidi e cosmetici in tutti i luoghi e trasporti pubblici. Basterebbe copiare ma in Italia si inventerebbero una commissione anche per questo prendendo ulteriore tempo.

ATTUALE SITUAZIONE
In completa controtendenza con il sempre maggiore riconoscimento delle malattie ambientali a livello mondiale, da oltre un anno è stato adottato, nei centri MCS di Bologna e Firenze, il Protocollo IAAIC-SCM (“INTOLLERANZA IDIOPATICA AMBIENTALE AD AGENTI CHIMICI DENOMINATA ANCHE SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA”). Dirigenti di politiche sanitarie nazionali e regionali, riunti nel “gruppo di studio” presso l&#039; ISS (Istituto Superiore di Sanità) hanno valutato come appropriata la definizione IEI, in aperto conflitto di interessi e senza nessuna conoscenza diretta della MCS. Vanno esclusi da questa considerazione i quattro medici. Questi ultimi avevano una esperienza diagnostica, peccato che rispetto a tre anni fa avessero &quot;cambiato idea&quot; sulla eziologia, da immunitaria a &quot;idiopatica&quot;. Del Protocollo IIAAC SCM non si é mai riusciti ad ottenere ancora una copia ufficiale certificata. Almeno a Bologna, causa defezioni nel personale medico, la &quot;sperimentazione&quot;, per metà psicologica, risulta alquanto incerta ad un anno dall´apertura dell´Ambulatorio MCS (posto nella zona piú inquinata di Bologna!). Nonostante i ricatti ai danni dei pazienti con &quot;vecchie&quot; diagnosi, non piú valide secondo i &quot;nuovi esperti&quot;, i membri aderenti ad AMA-MCS, ARTICOLO 32, altre associazioni e gruppi informali, hanno deciso di non sottoporsi a tale “protocollo”, di diagnosi, o di “aggiornamento” per i malatiin precedenza certificati. Da quasi un anno la Campagna CNR-MCS ha dato una informazione puntuale affinché i pazienti di MCS potessero valutare se aderire o meno. Altre associazioni, pur essendone a conoscenza da tempo non hanno fatto altrettanto, tenendo all&#039; oscuro i propri aderenti almeno fino a dicembre 2007.

IIAAC SCM
Il Protocollo IIAAC/SCM é in completa contraddizione con un decennio di diagnosi in Italia (secondo il Consenso Internazionale 1999), ed i contini riconoscimenti internazionali, medici e della disabilità. Oltretutto nelle “Linee Guida Indorr 2001” la MCS é giá stata ben definita come malattia ambientale da prevenire, da una Commissione di studio del Dipartimento Prevenzione del Ministero della Sanità a partire dal 1998. Il Protocollo IIAAC/SCM di fatto recepisce le conclusioni della Conferenza IPCS (Berlino 1996) promossa dalle multinazionali della chimica-farmaceutica-comunicazioni-energia. In quella occasione fu coniato il termine IEI, intolleranza idiopatica ambientale. Il documento finale fu sconfessato dal Presidente della Conferenza IPCS e da 80 medici e scienziati. Fu vietata la pubblicazione degli atti conclusivi. Ancora oggi si favoleggia che tale conferenza fosse organizzata dalla WHO (Organizzazione Mondiale della Sanitá) mentre era patrocinata solamente da essa.
Neppure nelle patrie delle multinazionali della Chimica-farmaceutica, (Germania e USA), sono riusciti ad imporre un protocollo e una definizione IEI, nel caso dell&#039; Italia addirittura peggiorativa.
L´Istituto Superiore di Sanitá inventandosi un nome e una sigla sconosciute nel mondo (...continua a leggere sul sito http://www.cnr-mcs-it alla sezione NOTIZIE)

Copyright © 2004-2008 C.N.R.-M.C.S. e A.M.A.-M.C.S.   Campagna Nazionale per il Riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla   All rights reserved</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Teniamo a precisare che la Campagna Nazionale Riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla (CNR-MCS) non ha nulla da condividere con la cosidetta associazione AMICA da fine 2004. Postiamo l&#8217; ultimo aggiornamento sul tema MCS in Italia.<br />
Altre informative alla sezione NOTIZIE del ns. sito <a href="http://www.cnr-mcs-it" rel="nofollow">http://www.cnr-mcs-it</a><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p> CENTRI DIAGNOSI MCS IN ITALIA. AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 2008<br />
La CNR-MCS (Campagna Nazionale Riconoscimento MCS) non è informata circa medici operanti in Italia che diagnosticano la MCS secondo l&#8217; UNICO protocollo diagnostico validato e riconosciuto internazionalmente (Consenso Internazionale 1999). Lo stesso dicasi per la ME ovvero per il Consenso Canadese ME tradotto da alcuni del Forum CFSITALIA noti o per altre malattie ambientali sovrapponibili come EHS e GWS.<br />
Quello che otterrete da Istituzioni pubbliche (e molti medici privati che &#8220;hanno cambiato idea&#8221; dall&#8217; estate 2005) è una diagnosi, se va &#8220;bene&#8221;, di IEI (Intolleranza Idiopatica Ambientale). Leggete nel ns. sito alla sezione MCS per una comprensione del termine IEI<br />
A livello terapeutico la situazione è identica e peggiore. Il &#8220;nuovo&#8221; che avanza in Italia dalla Università La Sapienza si chiama PNEI (una versione gentile e vendibile di psicosomatica) che non ha riscontro in NESSUNO altro Stato (a parte la Gran Bretagna) come appoggio esplicito delle istituzioni sanitarie.</p>
<p>COME SI E&#8217; GIUNTI A QUESTA SITUAZIONE<br />
Rammentiamo che per oltre dieci anni i centri diagnosi italiani adottarono il Consenso Internazionale 1999 quindi. Ci troviamo di fronte a una drammatica inversione di rotta verso un accoglimento delle tesi propugnate da BIG CHEM-PHARMA-TLC (Multinazionali Chimica, Farmaceutica, Telecomunicazioni), Assicurazioni, o centri di ricerca da loro appoggiati.<br />
Per cui, con la scusa di “contenere” le spese sanitarie, invalidità, pensioni, gli Stati meno &#8220;attenti&#8221; ai diritti del cittadino scelgono la via psichiatrica insieme a quella psicosomatica ed eventualmente della PNEI (Psico-Neuro-Endocrinologia). E&#8217; quanto si appresta a fare l&#8217; Italia entro tempi molto stretti con la definizione IIAAC SCM (Intolleranza Idiopatica Ambientale verso le sostanze Chimiche) e che, comunque, per quanto riguarda la gestione psichiatrica delle malattie ambientali ciascun malato si è reso ben conto, almeno nella maggior parte dei casi a livello personale, accedendo in un ospedale italiano quale sia la realtà. Spesso i sanitari non lo dicono direttamente in faccia al paziente cosa pensano di questa malattia per non incorrere in questioni legali e di risarcimento danni, ma al contempo mettono in atto misure atte a scaricare il paziente ambientale o dal desistere a richiedere il rispetto dei diritti. In questa logica i medici non scrivono mai i codici ICD di segni, sintomi, disordini, malattie, sindromi. Questo è già di per sé è una mancanza grave contro la buona pratica medica e la rilevazione statistica. Ad esempio, sotto il termine “astenia” si possono interpretare liberamente almeno 15 codici dell&#8217; ICD-WHO ((codifica internazionale delle malattie della WHO, Organizzazione Mondiale della Sanità, che raggruppa oltre 15.000 codici).</p>
<p>EPURAZIONE IN SALSA SOVIETICA<br />
A cominciare dal 2002, ma in particolare tra il 2005 e il 2006, i medici, pubblici e privati, che si occupavano di MCS e altre patologie ambientali nel passato, sono stati &#8220;&#8221;ricollocati&#8221; (es. da Allergologia a Cardiologia) oppure hanno &#8220;cambiato idea&#8221; (da eziologia immunologica e ambientale a IEI, idiopatica, di origine sconosciuta), o ridotti al silenzio. Ci vengono segnalati continuamente casi di intimidazione, isolamento, &#8220;consigli&#8221;, a medici, avvocati, famigliari o conoscenti che supportano con senso civico e del dovere i malati ambientali.<br />
L&#8217; informazione mediatica al 99%, quando se ne occupa, segue le solite parole d&#8217; ordine di certi settori pubblici e non: &#8220;non c&#8217; è cura&#8221;, &#8220;bisogna studiare&#8221;, &#8220;bisogna fare uno studio epidemiologico&#8221; (la MCS è diagnosticata nel mondo dal 1945, la EHS è riconosciuta in Svezia da anni, etc.), &#8220;non si conosce l&#8217; origine&#8221; (845 studi&#8230;).</p>
<p>IL CANADA LA PENSA DIVERSAMENTE<br />
Il Canada nel 2003 valutò in 15 miliardi di dollari il costo dei malati ambientali, ma dal 1985 cominciò a impegnarsi sulle malattie ambientali. Nei Rapporti CHRC 2007 pubblicati nella sezione didattica del ns. sito trovate l&#8217; ultima posizione che in Ontario è stata messa in pratica ufficialmente da gennaio scorso con misure restrittive a tutela dei malati ambientali e PREVENZIONE di TUTTE LE MALATTIE CRONICO DEGENERATIVE, una per tutte, divieto di uso pesticidi e cosmetici in tutti i luoghi e trasporti pubblici. Basterebbe copiare ma in Italia si inventerebbero una commissione anche per questo prendendo ulteriore tempo.</p>
<p>ATTUALE SITUAZIONE<br />
In completa controtendenza con il sempre maggiore riconoscimento delle malattie ambientali a livello mondiale, da oltre un anno è stato adottato, nei centri MCS di Bologna e Firenze, il Protocollo IAAIC-SCM (“INTOLLERANZA IDIOPATICA AMBIENTALE AD AGENTI CHIMICI DENOMINATA ANCHE SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA”). Dirigenti di politiche sanitarie nazionali e regionali, riunti nel “gruppo di studio” presso l&#8217; ISS (Istituto Superiore di Sanità) hanno valutato come appropriata la definizione IEI, in aperto conflitto di interessi e senza nessuna conoscenza diretta della MCS. Vanno esclusi da questa considerazione i quattro medici. Questi ultimi avevano una esperienza diagnostica, peccato che rispetto a tre anni fa avessero &#8220;cambiato idea&#8221; sulla eziologia, da immunitaria a &#8220;idiopatica&#8221;. Del Protocollo IIAAC SCM non si é mai riusciti ad ottenere ancora una copia ufficiale certificata. Almeno a Bologna, causa defezioni nel personale medico, la &#8220;sperimentazione&#8221;, per metà psicologica, risulta alquanto incerta ad un anno dall´apertura dell´Ambulatorio MCS (posto nella zona piú inquinata di Bologna!). Nonostante i ricatti ai danni dei pazienti con &#8220;vecchie&#8221; diagnosi, non piú valide secondo i &#8220;nuovi esperti&#8221;, i membri aderenti ad AMA-MCS, ARTICOLO 32, altre associazioni e gruppi informali, hanno deciso di non sottoporsi a tale “protocollo”, di diagnosi, o di “aggiornamento” per i malatiin precedenza certificati. Da quasi un anno la Campagna CNR-MCS ha dato una informazione puntuale affinché i pazienti di MCS potessero valutare se aderire o meno. Altre associazioni, pur essendone a conoscenza da tempo non hanno fatto altrettanto, tenendo all&#8217; oscuro i propri aderenti almeno fino a dicembre 2007.</p>
<p>IIAAC SCM<br />
Il Protocollo IIAAC/SCM é in completa contraddizione con un decennio di diagnosi in Italia (secondo il Consenso Internazionale 1999), ed i contini riconoscimenti internazionali, medici e della disabilità. Oltretutto nelle “Linee Guida Indorr 2001” la MCS é giá stata ben definita come malattia ambientale da prevenire, da una Commissione di studio del Dipartimento Prevenzione del Ministero della Sanità a partire dal 1998. Il Protocollo IIAAC/SCM di fatto recepisce le conclusioni della Conferenza IPCS (Berlino 1996) promossa dalle multinazionali della chimica-farmaceutica-comunicazioni-energia. In quella occasione fu coniato il termine IEI, intolleranza idiopatica ambientale. Il documento finale fu sconfessato dal Presidente della Conferenza IPCS e da 80 medici e scienziati. Fu vietata la pubblicazione degli atti conclusivi. Ancora oggi si favoleggia che tale conferenza fosse organizzata dalla WHO (Organizzazione Mondiale della Sanitá) mentre era patrocinata solamente da essa.<br />
Neppure nelle patrie delle multinazionali della Chimica-farmaceutica, (Germania e USA), sono riusciti ad imporre un protocollo e una definizione IEI, nel caso dell&#8217; Italia addirittura peggiorativa.<br />
L´Istituto Superiore di Sanitá inventandosi un nome e una sigla sconosciute nel mondo (&#8230;continua a leggere sul sito <a href="http://www.cnr-mcs-it" rel="nofollow">http://www.cnr-mcs-it</a> alla sezione NOTIZIE)</p>
<p>Copyright © 2004-2008 C.N.R.-M.C.S. e A.M.A.-M.C.S.   Campagna Nazionale per il Riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla   All rights reserved</p>
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