Costantino Eretta e SOS Linfedema: una nuova presidenza per rafforzare informazione, formazione e cura
19 Marzo 2026

Linfedema Talk 2026 a Comiso: ricerca, cura e comunità per una presa in carico più giusta

Dalla qualità di vita alla diagnosi, dalla vulnologia alla genetica: cosa ci lascia la Giornata Mondiale del Linfedema del 6 marzo e quali priorità istituzionali pone la “Risoluzione di Comiso” per i pazienti.

Sintesi esecutiva

Il 6 marzo 2026, in occasione della Giornata Mondiale del Linfedema, il Linfedema Talk 2026 ha riunito a Comiso professionisti sanitari, ricercatori e persone che convivono con la patologia, con un programma centrato su diagnosi, riabilitazione, complicanze cutanee, chirurgia e rete dei servizi.

Dalla giornata emerge una linea comune: il linfedema richiede continuità, integrazione tra discipline e un approccio misurabile in termini di vita quotidiana e non soltanto di “tecnologia disponibile”.

Sul piano associativo e di sistema, la presidenza di SOS Linfedema ETS passa a Costantino Eretta, con un mandato esplicito su informazione, formazione e rete dei professionisti.

La “Risoluzione Conclusiva” del convegno — indirizzata all’Assessorato regionale e alla pianificazione sanitaria siciliana — chiede un PDTA che metta al centro la terapia decongestionante complessa, garanzie reali sui tutori elastocompressivi, continuità terapeutica, inclusione dei pazienti con linfedema secondario e una rete regionale pluricentrica (hub complementari).

Il Linfedema Talk 2026: cosa è successo a Comiso

Il Linfedema Talk 2026 si è svolto presso Teatro Naselli, a Comiso, con co-organizzazione tra ASP Ragusa e SOS Linfedema ETS.

La locandina ufficiale indica una giornata scandita in più sessioni (mattina e pomeriggio), con focus su genetica, diagnostica, ulcere e assistenza infermieristica, riabilitazione e compressione, chirurgia, malformazioni linfatiche/vascolari e rete formativa, fino alla tavola interattiva con pazienti e rispettive esperienze.

La diretta streaming dell’evento è stata comunicata sul portale e sui canali social della Medical Excellence TV.
Nota di trasparenza: il link YouTube Live fornito per questa analisi non ha reso disponibile una trascrizione testuale consultabile nelle fonti aperte utilizzate; per questo motivo, l’articolo si fonda su programma ufficiale, comunicati di SOS Linfedema ETS, documenti istituzionali e sintesi editoriali della testata che ha curato la copertura.

Relatori e messaggi chiave

La tabella seguente confronta alcuni contributi centrali citati nelle fonti ufficiali e nella copertura giornalistica disponibile (ruoli e collocazione nel programma dalla locandina; messaggi chiave da comunicati/interventi).

Relatore Ruolo (fonti ufficiali) Messaggio chiave (sintesi)
Costantino Eretta Presidente SOS Linfedema ETS; apertura lavori e sessioni su registro/gestione multidisciplinare Priorità: far conoscere la patologia e colmare il divario formativo nazionale; rete di professionisti e percorsi strutturati.
Francesco Forestiere Presidente uscente secondo comunicato di avvicendamento Passaggio di presidenza come segno di continuità e nuova fase associativa (dettagli biografici ulteriori non specificati nelle fonti qui citate).
Franco Forestiere Vicepresidente vicario; saluti d’apertura Valore della giornata come incontro tra istituzioni, professionisti e pazienti, con accesso anche da remoto.
Sara Lanza Direttore sanitario ASP Ragusa; apertura lavori; focus su creazione di centro linfologico Collaborazione istituzionale e organizzazione dei servizi come leva per rendere la presa in carico più accessibile (dettagli operativi del progetto non specificati nel programma).
Paolo Zamboni Presidente comitato scientifico; lectio magistralis; docente Università di Ferrara Ricerca “utile”: l’innovazione deve tradursi in miglioramento tangibile della qualità di vita, e il confronto ricerca–clinica–pazienti è decisivo.
Matteo Bertelli Intervento su genetica e scienze “omiche” Genetica/omics come strada verso medicina più personalizzata; la ricerca cresce se resta ancorata a relazioni e bisogni reali delle persone.
Ornella Forma Infermiera esperta in vulnologia; gestione infermieristica del paziente con linfedema e ulcerazioni Centralità della collaborazione paziente–team e dell’educazione sanitaria; gestione specialistica di medicazioni, bendaggi compressivi e follow-up della lesione.
Renzo Lombardi Chirurgo vascolare; contributo su ulcere/lesioni arti inferiori Lesioni croniche come sfida clinica e sociale: servono percorsi strutturati e multidisciplinari; opzioni avanzate affiancano le tecniche consolidate.
Raul Mattassi Relazione su malformazioni linfatiche; contributo su diagnosi differenziale Confine linfedema–malformazioni spesso “sottile ma decisivo”; patologie ancora “orfane” per carenza di competenze e ricambio generazionale.
Salvina Chiarandà Linfoterapeuta; strategia riabilitativa e linee guida Linfedema come patologia cronica/progressiva: diagnosi precoce e trattamento decongestionante complesso eseguito da professionisti qualificati; evitare improvvisazione.

Le parole della scienza: ricerca, genetica, diagnosi

Il programma della giornata — e la successiva comunicazione ufficiale — mostrano una scelta netta: partire dai fondamenti (definizioni, diagnosi e presa in carico) e arrivare all’innovazione (imaging avanzato, genetica, chirurgia), senza perdere il contatto con l’esito più importante: la vita della persona.

Sul fronte della ricerca, il messaggio attribuito a Zamboni è particolarmente “esigente”: la ricerca non può restare autoreferenziale, ma deve produrre strumenti, percorsi e pratiche che migliorino la quotidianità (funzione, complicanze, autonomia, dignità).

La parte genetica e “omica” — citata nel programma come sessione dedicata (“La genetica del linfedema, a che punto siamo arrivati?”) — è stata presentata come prospettiva di lungo periodo: capire i meccanismi, individuare correlazioni genetiche, stratificare meglio i profili e, dove possibile, avvicinarsi a una medicina più personalizzata.

Sulla diagnosi, la locandina mette a tema strumenti complementari: linfoscintigrafia, fluoroscopia/linfografia con verde indocianina, ecografia dei tessuti molli ed ecocolordoppler.
In parallelo, le linee guida italiana SISAV sulle anomalie vascolari ribadiscono il valore di un inquadramento clinico accurato prima di ogni trattamento e richiamano l’eco-color-doppler come esame di primo livello anche per distinguere componenti venose associate (flebo-linfedema / linfo-flebedema).

Cura sul campo: vulnologia, infermieristica, riabilitazione e compressione

Una delle lezioni più concrete della giornata è che le complicanze cutanee (ulcerazioni, infezioni ricorrenti, difficoltà di cicatrizzazione) non sono “corollari” marginali, ma snodi che possono determinare disabilità, dolore, isolamento e accessi ripetuti ai servizi.

Nel racconto dell’intervento di Ornella Forma, tornano tre parole chiave: informazione, educazione sanitaria, presa in carico multidisciplinare. In altre parole: non basta “fare una medicazione”, serve costruire alleanza terapeutica, continuità e competenze condivise.

Il tema compressione attraversa sia la gestione del linfedema sia la vulnologia. Il documento EWMA (versione italiana) sintetizza in modo netto che la compressione è una terapia principale nella cura conservativa delle ulcere venose degli arti inferiori e del linfedema e richiama la necessità di valutazione vascolare (Doppler) prima dell’applicazione, per evitare rischi in caso di compromissione arteriosa.

Sul versante riabilitativo, fonti istituzionali italiane (Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta) descrivono la fisioterapia decongestiva complessa/combinata come intervento finalizzato a riduzione di volume e fibrosi, miglioramento della cute, contenimento di nuovi accumuli, riduzione del rischio infezioni, con migliore efficacia quando avviata precocemente e mantenuta con costanza.
Il medesimo opuscolo dettaglia i pilastri: cura della cute, drenaggio linfatico manuale, compressione (bendaggi in fase intensiva e tutori/indumenti elastocontenitivi in mantenimento) ed esercizio terapeutico sotto contenzione.

Questi elementi risultano coerenti con il riferimento internazionale più citato in letteratura, cioè il consensus dell’International Society of Lymphology: la Complex Decongestive Therapy è presentata come trattamento non operatorio strutturato in fasi e dipendente da competenze professionali specifiche; inoltre, il documento sottolinea la centralità dei capi compressivi “di mantenimento” dopo la fase intensiva e la necessità di prescrizione appropriata per evitare controindicazioni.

Malformazioni vascolari e diagnosi differenziale: perché contano i dettagli

Il tema “malformazioni vascolari/linfatiche” entra nel Linfedema Talk 2026 non come digressione, ma come richiamo clinico e organizzativo: distinguere bene significa curare meglio, evitare trattamenti impropri e ridurre tempi di diagnosi e “pellegrinaggi” assistenziali.

Nella sintesi pubblicata da SOS Linfedema ETS, l’intervento di Mattassi insiste su tre punti: confine spesso difficile tra condizioni, impatto diretto della diagnosi sull’esito terapeutico, e carenza di specialisti/centri con un problema di ricambio generazionale.

A supporto, anche la documentazione italiana SISAV sulle anomalie vascolari colloca il linfedema primario nell’ambito delle “malformazioni linfatiche tronculari” e adotta la classificazione ISSVA come linguaggio condiviso per ridurre ambiguità e migliorare percorsi clinico-strumentali.
Questa cornice rafforza il messaggio che “nomenclatura” e “inquadramento” non sono dettagli teorici: condizionano accesso a competenze, appropriatezza degli esami, e scelta tra conservativo, chirurgico e follow-up.

La prospettiva associativa: nuova presidenza e “Risoluzione di Comiso”

Il Linfedema Talk 2026 segna un passaggio di governance: SOS Linfedema ETS ufficializza la nuova presidenza con Costantino Eretta, descritta come avvio di una “nuova fase” dopo circa vent’anni.
In parallelo, l’associazione ribadisce che la prima urgenza resta la conoscenza: informare, formare e fare rete tra fisioterapisti, infermieri e medici specialisti, superando un approccio frammentato.

Il documento più “politico-sanitario” prodotto a valle della giornata è la Risoluzione Conclusiva del convegno, presentata come contributo tecnico-scientifico rivolto alla Regione Siciliana (Assessorato alla Salute e pianificazione strategica).

Nel testo, la terapia decongestionante complessa viene indicata come cardine del futuro PDTA, con elenco esplicito dei componenti (linfodrenaggio manuale, bendaggio multistrato, tutori elastocompressivi, esercizio terapeutico e monitoraggio clinico).
La Risoluzione chiede inoltre: kit completo di bendaggio, tempi ridotti tra prescrizione e consegna dei tutori, definizione specialistica di numero/durata delle sedute (evitando “limiti rigidi predeterminati”), e follow-up programmati per mantenimento e prevenzione dei peggioramenti.

Un passaggio particolarmente rilevante sul piano dell’equità riguarda l’inclusione dei pazienti con linfedema secondario, indicati come quota maggioritaria e spesso post-oncologica: l’esclusione dal PDTA verrebbe giudicata incoerente con principi di equità assistenziale e rischierebbe vuoti di tutela una volta conclusa l’esenzione oncologica.

Infine, sul modello organizzativo, la Risoluzione propone una rete regionale con più hub complementari (esempi citati: Palermo e Comiso) per ridurre barriere geografiche, liste d’attesa concentrate e migrazione sanitaria, oltre a valutare più centri certificatori sul territorio.

Indicazioni pratiche per pazienti e professionisti: un promemoria condiviso

Le fonti convergono su un punto: il linfedema è una condizione cronica e spesso evolutiva, ma la traiettoria può cambiare se diagnosi e presa in carico arrivano presto e se il percorso è continuo e competente.

Sul “cosa fare” quotidiano, senza sostituire il parere del proprio team curante, tre pilastri risultano ricorrenti:

Primo: terapia decongestionante complessa e mantenimento, con integrazione tra manualità, compressione, esercizio e cura della cute.

Secondo: compressione appropriata e sicura, da personalizzare e prescrivere correttamente (valutando comorbidità e controindicazioni), ricordando che l’applicazione impropria può essere inefficace o dannosa; la valutazione vascolare (Doppler / ecocolordoppler) è parte della sicurezza clinica.

Terzo: prevenzione e gestione precoce delle complicanze cutanee e infettive, dove l’infermieristica specialistica (vulnologia) e l’educazione del paziente diventano strumenti clinici, non “extra”.

Consiglio dell’esperto
Se compaiono arrossamento, calore, dolore improvviso e aumento rapido del gonfiore (con o senza febbre), non aspettare: contatta subito il medico di riferimento. La tempestività è parte della terapia, perché infezioni e infiammazione possono peggiorare l’edema e complicare la cute.

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Fonti essenziali

  • Programma ufficiale “World Lymphedema Day 2026 – Linfedema Talk” (locandina con orari, sessioni e titoli interventi).
  • “Risoluzione Conclusiva Convegno Comiso” (PDTA, tutori, continuità terapeutica, rete regionale).
  • Comunicati SOS Linfedema ETS su: saluti d’apertura, nuova presidenza, ricerca (Zamboni), genetica/omiche (Bertelli), vulnologia (Forma), malformazioni (Mattassi), focus riabilitativo (Chiarandà).
  • Linee guida italiane SISAV “Anomalie vascolari” (classificazione ISSVA; collocazione del linfedema primario; raccomandazioni diagnostiche).
  • Consensus internazionale ISL 2020 sulla diagnosi e trattamento del linfedema periferico (CDT, compressione, esercizio e prescrizione dei capi).
  • Opuscolo istituzionale (Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta) su terapia decongestiva, gestione e prevenzione complicanze.
  • Documento EWMA (versione italiana) su compressione, ulcere venose e linfedema (punti chiave e sicurezza).
  • Scheda evento su Osservatorio Malattie Rare (annuncio e informazioni logistiche/streaming).
  • Pagina istituzionale evento su sito ASP Ragusa (pubblicazione e accesso al materiale).
  • Copertura giornalistica Medical Excellence TV (approfondimenti su evento e relatori).