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UN CAMBIO DI PARADIGMA SECONDO L’EUROPEAN CONSENSUS DOCUMENT DEL 2020.
DR FRANCESCO GRECO, DR. MARIO BELLISI, DR ANTONIO MANDER, DR. MASSIMO TROVATO, DR. DOMENICO CORDA
Questa tavola ha presentato le relazioni intercorrenti tra linfedema, lipedema ed obesità e le relazioni intercorrenti tra queste patologie e la terapia chirurgica, nutrizionale e fisico-riabilitativa.
L’ obesità è il quinto fattore di rischio di morte nel mondo. Correla con il diabete mellito di tipo 2 (60%) e con 1/4 delle malattie del sistema cardiovascolare. Il 40% dei tumori del distretto gastroenterologico sono correlati con l’obesità che è anche fattore di rischio per tumore all’ovaio, alla mammella e alla prostata. L’obesità complessivamente affligge il 10% della popolazione mondiale. Come si nota dai dati presentati, l’obesità è un tema importante sia per i malati di linfedema sia per i malati di lipedema. L’obesità è causa sempre più frequente di linfedema, e in tutti i tipi di linfedema risulta un fattore prognostico negativo molto importante. L’obesità aggrava ed accelera la progressione del Lipedema essendo quindi, anche per il lipedema, un fondamentale fattore prognostico negativo. Quindi la necessità dei programmi nutrizionali specifici e personalizzati e di una eventuale chirurgia bariatrica nei casi più gravi dopo un’attenta selezione. Le relazioni tra Linfedema e Lipedema risultano molteplici e fondamentali: un operatore sanitario esperto di linfedema non può non essere esperto anche di lipedema. Le due malattie ancora oggi vengono facilmente confuse e la diagnosi differenziale risulta fondamentale. E’ stato sollevata l’importante questione che si presenta nei centri di certificazione per le malattie rare. E’ stato riportato che sempre più frequentemente vengono certificati come portatori di linfedema primario idiopatico pazienti portatori invece di un lipedema. Le conseguenze di quanto riportato e riferito sono facilmente comprensibili a tutti.
Quindi, ancora una volta si è ribadita la necessità di informazione e formazione, in questo caso dei medici competenti certificatori di malattie rare.

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