Tavola Rotonda Drò

Voglia di star meglio…. Voglia di guarire. Voglia di curare…. Voglia di sanare…. Un mix eccezionale quello visto a Drò nella giornata del 10 giugno: pazienti, Franco Forestiere, Presidente dell’associazione SOS Linfedema, in testa, pronti a sottoporsi a nuovi esami di approfondimento (interi nuclei familiari), medici e genetisti uniti per raccogliere e processare celermente i campioni stessi (con l’RNA è cosi che va fatto!) e tutti insieme in una tavola rotonda, presenti  giornalisti e televisioni, a raccontarsi quali erano i primi risultati che emergevano dalla ricerca e come si doveva continuare a curare la malattia, sia dal punto di vista pratico che organizzativo.

Tutto è iniziato con l’introduzione di Matteo Bertelli, il patrocinante dell’iniziativa, che ha illustrato, a grandi linee, l’attività svolta dall’associazione che lui presiede, la MAGI di Rovereto. A seguire le considerazioni di Marina Cestari che ha descritto, con l’entusiasmo di sempre, l’intensa attività che porta avanti nel ternano, con grande interesse e passione per i tanti pazienti con linfedema primario e secondario che, anche da quelle parti, purtroppo, non mancano. Domenico Corda ha quindi parlato di protocolli riabilitativi, alla luce delle linee guida, non trascurando la complessità di gestione nei confronti di una patologia cronica, disabilitante e facilmente soggetta a complicanze e riacutizzazioni cliniche.

1 COMMENT

  1. Esimio Prof. Sandro Michelini,
    personalmente La ringrazio con tutto il cuore per questa relazione, chiara, comprensibile che ci esorta a camminare con Voi, clinici, per questa strada tortuosa, che ora vede uno sbocco. Quale?quando? non avete la sfera di cristallo, ma certamente la consapevolezza che come paziente, ho, ora, alimentata la speranza di un futuro futuribile, sicuramente la certezza di non essere più vessata, come in passato, per le mie presunte “fisime” Ora si sta facendo formazione ed informazione e noi pazienti ci sentiamo meno soli nella giungla della macchia di leopardo. Sono consapevole delle carenze infrastrutturali dei centri ospedalieri, della Vostra lotta quotidiana con le risorse economiche erogate in misura decrescente, ma confido che l’acquisizione di nuove conoscenze scientifiche, porti ad una più idonea programmazione per la ridistribuzione delle risorse, perchè esse, mi sembra di comprendere, porteranno a curare molte altre patologie croniche, correlate e non, per le quali si spendono molti soldi unicamente per fronteggiare il dolore che di fatto non ne curano la causa. Sono certa della Vostra professionalità, deontologica,etica, supportata da una personale carica di umanità, di tutti Voi clinici, che state seguendo questo cammino, per questo non posso che rinnovarVi sentimento di stima e riconoscenza auspicando di “fare in tempo” a vedere i primi risultati, certamente i posteri non dovranno più subire le iniquità del nostro tempo. GRAZIE!!!!L’augurio più caro di “Buon Lavoro”Cordialmente Giovanna Danieli

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