Chi di voi si ricorda la partita di semifinale Italia Brasile del 1982, vinta dagli azzurri con i goal del ‘redivivo’ Paolo Rossi che ci consentì di accedere alla finale per poi vincere il Campionato del Mondo? Io c’ero! E ricordo bene il commento del ‘Corriere dello Sport’ che, il giorno dopo, titolava a tutta pagina ‘Il Brasile siamo noi’!

Oggi, chiamato dai coniugi Cariello (che continuano la tradizione familiare di gestione di strutture sanitarie assistenziali) per aiutarli ad organizzare il ‘neonato’ Reparto di Riabilitazione Linfologica concesso dalla Provincia di Trento alla Struttura ‘Villa Regina’ di Arco di Trento in regime di convenzione con il SSN per il ricovero in riabilitazione di pazienti con Linfedema primario e secondario, posso dire, parafrasando quel titolone, ‘la Germania siamo noi’! E lo dico con soddisfazione (senza nulla togliere ai colleghi tedeschi) perché finalmente, dopo lunghe e tenacissime battaglie, si è capito che la qualità assistenziale per servizi che il SSN è tenuto a fornire al cittadino in certe condizioni di salute, può essere elevata anche da noi che possiamo divenire, in questo settore, i secondi a nessuno!

Ho girato la Struttura in lungo ed in largo, visitando i pazienti nelle stanze di degenza, nelle sale di terapia, nella Palestra ed ho osservato le attività collaterali di ginnastica in acqua e di Nordik Walking. Mi sono confrontato con i colleghi medici, con i fisioterapisti, con la dietologa, con la psicologa. Abbiamo condiviso progetti e programmi riabilitativi, la cartella clinica, il materiale attestante il minutaggio delle singole componenti dell’assistenza sanitaria erogata, gli approfondimenti diagnostici e le terapie mediche complementari, nonché la ‘distribuzione’ delle terapie durante la giornata. Si, perché il paziente viene sottoposto (proprio come nelle migliori realtà linfologiche mondiali) a doppio trattamento quotidiano, antimeridiano e pomeridiano, e nessuno degli aspetti del trattamento fisico decongestivo viene trascurato dagli operatori: dalla ginnastica respiratoria al drenaggio linfatico manuale, dal Linfotaping al bendaggio multistrato anelastico, dalla kinesiterapia sotto bendaggio ai trattamenti di gruppo, all’idrokinesiterapia ed all’attività fisica all’aperto, nel meraviglioso parco circostante alla Struttura.

 

 

Durante il giro che mi ha letteralmente riempito gli occhi, ma soprattutto la mente, ho incontrato l’Assessore uscente alla sanità della provincia di Trento, l’on. Luca Zeni , che era voluto venire a vedere con i suoi occhi, in prossimità del passaggio del testimone al futuro collega, quello che i primi pazienti dimessi erano andati a raccontargli circa la soddisfazione dei loro bisogni. Non ho potuto fare a meno di congratularmi con lui, come professionista e come rappresentante di società scientifiche, per la sensibilità dimostrata nell’accogliere le legittime istanze dei molti pazienti che, fino a ieri, erano costretti a ‘migrare’ in altri paesi europei (soprattutto Germania) per poter essere adeguatamente curati. La provincia di Trento è la prima ad aver riconosciuto e realizzato quanto previsto nel documento sulle linee di indirizzo sui Linfedemi e patologie correlate, firmato in Conferenza Stato-Regioni il 15 Settembre 2016 (che include il ricovero dei casi clinici più complessi, provenienti da domicilio), realizzando, in tal modo, un vero esempio di ‘buona sanità’.

 

 

Per me è stata una vera e propria ‘catarsi’, una liberazione. Ricordo con profondo risentimento, mortificazione e senso di impotenza interiori, alcune delle lettere di dimissione da Centri di cura tedeschi di alcuni dei nostri pazienti. La frase che maggiormente mi colpiva (e che ho sottoposto in lettura ai colleghi, ai tecnici ed ai politici, Ministro incluso, del Ministero della Salute, nonché agli organi decisionali in Regione Lazio, ed in altre Regioni) era sistematicamente questa: si raccomanda, data la gravità della patologia e la necessità di prevenire aggravamenti clinici, di programmare un nuovo ciclo di trattamento presso questo Centro in quanto non esistono in Italia Centri in grado di fornire l’assistenza dovuta al paziente! Fermo restando che ogni paziente è libero di effettuare le sue scelte (anche in virtù delle nuove normative europee che gli consentono una libera scelta dei Centri presso cui curarsi) mi auguro che da ora in poi ci sia una maggiore propensione al trattamento ‘nostrano’ (ripeto, di altissimo livello!) con maggior risparmio complessivo, peraltro, per la spesa sanitaria nazionale.

I pazienti con Linfedema possono essere soddisfatti di questi enormi progressi che negli ultimi due tre anni stanno consentendo di cogliere risultati ritenuti ‘impossibili’ fino a poco tempo fa (normativa che regola l’assistenza, inserimento delle forme primarie tra le patologie rare, nuovo nomenclatore di prossima pubblicazione contenente gli indumenti elastici definitivi, delibera dell’INPS sugli aspetti medico-legali, ed oggi, un Reparto dedicato, portato avanti molto seriamente da operatori, sanitari, tecnici ed amministrativi capaci, motivati e grandiosamente umili, come si conviene a persone semplici nella loro ‘grandezza ed umanità’). Non li nomino perché non lo desiderano ma mi sento di chiedere ad ognuno degli ‘addetti ai lavori’ di collaborare con la Struttura perché questo piccolo tesoro del SSN possa essere ulteriormente potenziato e sia da esempio, da volano, per altre realtà similari in un’ottica di reale contenimento della spesa sanitaria (prevenzione delle complicanze e dell’ingravescenza clinica dei pazienti che significa, automaticamente, risparmio di perdita temporanea o definitiva della stessa personale capacità produttiva, oltre alla riduzione dei costi per la gestione delle complicanze acute).

24 ore di ‘ristoro’ mentale personale in Trentino, iniziate la sera del 23 Ottobre con una bellissima presentazione nell’Aula Magna di Villa Regina sul tema ‘Garibaldi fu ferito’ (una lunga, attenta ed analitica descrizione della gestione della ferita riportata sull’Aspromonte da Giuseppe Garibaldi, da parte di illustri luminari della scienza medica del tempo, italiani e stranieri, effettuata dal collega Francesco Minni, Direttore della I clinica chirurgica del Policlinico Sant’Orsola di Bologna che ho avuto l’onore di conoscere e presentare ad una platea di oltre 100 professionisti convenuti da tutto il Trentino e da altre Regioni per ascoltarlo).

E’ il caso di dire che in questa circostanza si è realizzato ‘prima il piacere e poi il dovere’ per poi, nuovamente il grande piacere provato, appunto, nella giornata di oggi, per aver contribuito a portare avanti un progetto di quelli che segnano le tappe miliari nella storia di certe patologie e di chi ne è portatore.

Dr. Sandro Michelini

 Arco di Trento 24 Ottobre 2018

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