Molto partecipato, ben organizzato ed assiduamente seguito dalla maggior parte dei convenuti il Congresso annuale della Società Europea di Linfologia (che di fatto sta diventando un congresso mondiale vista la partecipazione dei nord e sudamericani, dei cinesi, dei giapponesi e di gran parte dei paesi europei); si è rivelato subito dalle prime battute ricco di spunti scientifici e di risvolti pratici.

Preceduto da un Corso indirizzato ai medici ed ai fisioterapisti, prevalentemente sulla gestione delle lesioni cutanee nell’edema linfatico ove è stato detto di tutto (compreso, un po’ provocatoriamente da Ethel Foldi, la splendida organizzatrice di tutto l’evento scientifico, oltre che padrona di casa, che ‘non esistono le ulcere linfatiche’ ma solo ‘lesioni’ cutanee conseguenti alla distensione dei tessuti superficiali dovuta all’edema). Anche in questa circostanza è stato opportunamente enfatizzato il ruolo della contenzione elastica personalizzata, sia nella cura che nella prevenzione delle recidive e riacutizzazioni cliniche.

Nella sessione di anatomia accanto alle belle presentazioni dei decorsi delle vie linfatiche a livello ascellare (il Ceco Eliska), del capo e del collo (l’argentino Amore) e del dorso (il tedesco Schacht), particolarmente interessanti sono state le osservazioni di Olivier  Leduc sulle cause anatomiche che predispongono alla ‘WEB axillary syndrom’, la trombosi linfatica dei tronchi del braccio, molto dolorosa e persistente, subito dopo intervento di linfadenectomia ascellare; si tratta di casi legati a predisposizioni anatomiche, suscettibili di netto miglioramento con il solo drenaggio linfatico manuale; belle anche le immagini linfoscintigrafiche correlate a richiami anatomici presentate da Pierre Bourgeois.

La sessione biologica ha consentito di chiarire meglio alcuni aspetti genetici delle forme primarie. Il nostro studio italiano si sta imponendo in questo settore (premiato come miglior lavoro scientifico con il premio PB) come veramente innovatore. Si è voluto precisare che gli attuali studi mirano a comprendere bene se le forme primarie familiari siano a ‘penetranza incompleta’ (cioè pur in presenza di mutazione positiva un soggetto può nascere assolutamente sano e solo trasmettere la mutazione) o ad ‘espressività variabile’ (concetto più verosimile e del tutto nuovo posto dal nostro gruppo, secondo cui, confortato dalle prime esperienze, tutti i mutati di una famiglia presenterebbero alterazioni anatomiche rivelate dall’esame linfoscintigrafiche che non si manifesterebbero clinicamente se non a seguito di un trauma di varia natura). Questo secondo aspetto, se confermato, porrebbe importanti prospettive nuove ai fini terapeutici e, soprattutto della prevenzione primaria. Wilting (tedesco) ha sottolineato l’importanza dei fattori di crescita nel normale sviluppo dei vari distretti del sistema linfatico nel nostro organismo e Blum (ancora tedesco) ha molto ben evidenziato il problema dell’obesità patologica nei paesi industrializzati e di come questa abbia delle conseguenze nocive sulla normale fluidodinamica sanguigna e, soprattutto linfatica determinandone una più o meno alterazione rispetto al normopeso. Per le Malformazioni linfatiche sia Rossler (tedesco) che Wohlgemuth (ancora tedesco) che Papendieck (argentino) hanno riconosciuto la possibilità di intervento con inibitori dei fattori di crescita o con il Laser chirurgico (soprattutto in caso di linforrea).

Alessandro Failla ha quindi sottolineato alcune difficoltà nella gestione dei piccoli pazienti e delle loro famiglie (sia per quanto riguarda il trattamento fisico che gli indumenti elastici da superpersonalizzare e cambiare molto più spesso che nell’adulto). E’ stata poi la volta di singole esperienze: Hamadé di Moulouse, che ha evidenziato le difficoltà del trattamento del linfedema Cialis online in un arto con arteriopatia concomitante (difficoltà con i bendaggi); Pissas che ha evidenziato come la sua Unità operativa sul linfedema sia stata una delle prime in Europa con orientamento mutidisciplinare (chiave di volta per il successo terapeutico); Flessenkamper che ha ricordato come la banale chirurgia (ad esempio per ernia o per altri motivi ) possa determinare danni linfatici permanenti ed a volte anche gravi dal punto di vista clinico. Cardone, infine ha illustrato i risultati terapeutici dell’impiego della radiofrequenza, abbinata alle onde d’urto ed alla mesoterapia con una sostanza omeopatica composta, nel trattamento del Lipedema costituzionale o acquisito, visti, peraltro, in questo campo, i frequenti insuccessi della Liposuzione.

La mattina del sabato è stata la volta del trattamento chirurgico (Campisi, Boccardo, Masia, Myhara, Baumeister). Tuti hanno confermato che i migliori successi si hanno se l’intervento viene eseguito precocemente (nei primi stadi clinici ed all’inizio dell’evoluzione della patologia). Masia (spagnolo) e Myhara (giapponese), in particolare, secondo la loro esperienza, hanno ricordato che in assoluto i migliori risultati si ottengono nelle forme secondarie, specie se l’intervento viene eseguito subito dopo un intervento di asportazione linfonodale e se abbinato a trapianti linfonodali lì dove la fibrosi tissutale (aggravata dalla radioterapia) potrebbe rendere vano il semplice confezionamento di anastomosi linfatico-venose. Brorson ha ribadito che, una volta ridotta la componente idrica se rimane edema duro persistente è la volta della sua tecnica di Liposuzione per completare l’opera. Da tutti è stato ricordato che la chirurgia aiuta le altre tecniche e deve essere sempre eseguita in sintonia con gli altri interventi.

L’ultima sessione (senza dimenticare anche una ricca ed interessante miscellanea di poster) ha riguardato alcuni aspetti clinici. Dai risultati a lungo termine del trattamento fisico della Forner Cordero (spagnola) che ha enfatizzato il ruolo della contenzione elastica con indumento definitivo quale fattore predittivo più importante ai fini dei migliori risultati nel tempo, alla prevenzione primaria del linfedema secondario a mastectomia proposta da Marina Cestari mediante un confronto tra linfoscintigrafia ed ecocolorDoppler postoperatorio delle vene principali dell’arto (soprattutto dei calibri delle medesime vene dei due lati a confronto). E’ stata poi di nuovo la volta nostra con la presentazione del Lymphatic Clinical Severy Score, uno schema di score che, in funzione del punteggio totale, fornisce indicazioni sull’appropriatezza del regime assistenziale cui il paziente deve essere sottoposto (nessun trattamento, trattamento ambulatoriale, day hospital, degenza). Era una proposta di valutazione; ha interessato ed è stato deciso di discutere se inserirla nelle linee guida mondiali (Consensus Document della Società Internazionale di Linfologia). La Witte, americana molto presente e partecipe, ha proposto di pubblicare la proposta su Lymphology (il lavoro è in corso). Ha chiuso le presentazioni Belgrado (italo-belga che vive ed opera a Brusselles) che con le sue indagini con verde indocianina in vivo è in grado di predire (e lo ha dimostrato con bellissime immagini) la prognosi con il trattamento fisico nella gestione dei linfedemi degli arti.

Tutto interessante e stimolante, soprattutto quando lo vivi, momento per momento, intercalato da due comitati esecutivi e da un’Assemblea generale, molto partecipati e vivaci; in questi casi ti può anche capitare di rientrare in albergo (dove alloggi e si svolge il Congresso stesso) la sera del giovedì e di riuscirne il sabato pomeriggio per recarti all’aeroporto e tornare a casa: meno male che eravamo arrivati mercoledì sera e che una passeggiata ad Alexander Platz con cena in birreria c’è scappata quella sera…..!

 Sandro Michelini

Roma 25 Settembre

 

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