Il congresso si è svolto innanzitutto in un clima di serenità e di festa, con molto ordine pur in presenza di circa trecento persone. Il programma in effetti faceva prevedere il successo: un venerdi pomeriggio tutto incentrato su dimostrazioni tecniche da parte di operatori sanitari di alto profilo scientifico che hanno presentato la loro esperienza. Il sabato: una intera giornata di aggiornamento scientifico condotta da maestri della linfologia internazionale e nazionale con relazioni inedite da parte di tutti. Si è trattato veramente di novità, di conferme, di indicazioni, di revisione di linee guida, di giusta interpretazione delle stesse. La “politica” per una volta è rimasta fuori dalla aula del congresso, e all’interno invece si è dato vita ad un evento che fin dalle prime relazioni poneva al centro dell’attenzione il malato con le sue necessità, con le sue aspettative,con le sue  speranze, con le sue possibilità. Quali le conferme e le novità? Si sta facendo un grosso passo avanti in campo genetico con riscontri, a breve, anche su possibili nuove terapie. La terapia decongestiva manuale resta al momento il gold standard terapeutico, fermo restando che una terapia manuale è legata alle mani dell’operatore sanitario e alla sua esperienza-competenza. La pressoterapia deve essere prescritta da personale competente che valuta la necessità o meno di tale possibilità terapeutica. La microchirurgia è da consigliare per i pazienti non rispondenti alla terapia manuale, intendendo per terapia manuale non il solo  drenaggio linfatico manuale, non il solo bendaggio multistrato, non la sola  pressoterapia, non lo sport o la ginnastica, ma un approccio terapeutico complesso e personalizzato formulato e attuato in centri altamente specializzati per la cura del linfedema; altrimenti tutti i malati sarebbero non rispondenti alla terapia. Si è sottolineato che il linfedema è una patologia cronica, degenerativo-evolutiva, e in moltissimi casi irreversibile. Si è ribadito il concetto della importanza della prevenzione, almeno secondaria. Grazie …..per la viva partecipazione dei malati e per la loro toccante e coraggiosa testimonianza,

Un abbraccio a tutti Domenico Corda

 

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